Il Contest Rappresenta il dataset! ha avuto l’obiettivo di individuare le migliori esperienze in termini di visualizzazione dei dati in formato aperto, partendo da quelli disponibili all’interno del catalogo regionale, confrontandoli con altri dati messi a disposizione sullo stesso o da altri cataloghi regionali, per la creazione di rappresentazioni suggestive e interpretative del fenomeno che il dato racconta. Ecco i vincitori!

 

A seguito del rilascio, ad aprile 2019, del nuovo portale dati, il Team Open Data regionale ha lanciato il contest Rappresenta il dataset! al fine di far conoscere a imprese, ricercatori, nonché tutti i cittadini, le funzionalità previste sul portale dati. Giocando con i dati messi a disposizione sul catalogo regionale, e confrontandoli con altri dataset provenienti da altri portali, gli utenti hanno potuto, da un lato, sperimentare metodologie e approcci innovativi alla Data Visualization; dall’altra parte, hanno potuto contribuire alla sperimentazione del portale dati.regione.campania.it, facendo emergere ulteriori spunti e riflessioni che il Team ha raccolto e che costituirà materiale utile per una implementazione in una fase avanzata di progetto.

 

Il contest è rimasto attivo dall’8 maggio al 14 giugno, e ha avuto ad oggetto visualizzazioni relative agli ambiti Sostenibilità ambientale; Cultura e turismo; Economia e lavoro. Le visualizzazioni proposte hanno avuto l’obiettivo di raccontare una storia attraverso infografiche, mappe, grafici a torta o altri tool, utilizzando anche le funzionalità messe a disposizione dal portale dati.regione.campania.it.

 

Sul podio, tre soluzioni provenienti dall’ambito Sostenibilità ambientale. Tra qualità dell’aria, sicurezza e dashboard di monitoraggio, restituiamo qui di seguito alcuni spunti dai vincitori alle sfide:

 

“Mi occupo di dati per mestiere e passione”, ci racconta Stefania Spaziani, romana, vincitrice del primo premio con il suo lavoro sul Monitoraggio della qualità dell’aria in Campania e in Friuli-Venezia Giulia, “mi aveva colpita l’opportunità non solo di indagare i dati su numero di centraline e ubicazione delle stesse, ma anche la possibilità di farli interagire e colloquiare con dataset dello stesso tipo, di un’altra Regione, rendendoli omogenei”. Grazie agli Open Data – leggiamo dalla descrizione della soluzione di Stefania – è possibile creare un processo ciclico di recupero delle informazioni, analisi, omogeneizzazione, integrazione con altri fonti, confronto ed efficace rappresentazione. La soluzione dimostra che a partire dagli Open Data della Regione Campania, integrando più file, è possibile realizzare un cruscotto di monitoraggio della qualità dell’aria.

 

La rappresentazione dei dati stimola l’analisi e la continua ricerca di altri dati. È di questo avviso anche Nicola Dileo, pugliese, classificato al 2° posto, appassionato di Open Data, che ci fa sapere che “per fare qualcosa che valesse la pena presentare nell’ambito del contest, non ci ho dormito la notte – ride – lo avevo scoperto tardi e non volevo perdermela”. Oggi siamo felici dell’audacia di Nicola, che ha prodotto AURA, una dashboard per il monitoraggio dell’aria in Regione Campania. La soluzione AURA intende riutilizzare gli Open Data provenienti dalle centraline di monitoraggio ARPAC, con l’obiettivo di fornire all’utilizzatore finale uno strumento utile per il monitoraggio e l’analisi della qualità dell’aria in Regione. Il progetto si compone di un sito web che fornisce una serie di grafici in cui è possibile visualizzare e confrontare il quantitativo di inquinanti presenti nell’aria rilevati dall’ARPAC. L’utente ha inoltre a disposizione una mappa interattiva attraverso cui può conoscere l’esatta ubicazione delle centraline per il controllo dell’aria e il loro stato di attività. Il progetto si compone infine di un Bot Telegram (OpenAuraBot), implementato come un chatbot georeferenziato in grado di rispondere alle domande dell’utente e fornire le ultime rilevazioni sulla qualità dell’aria nella zona circostante. “Sto pensando già a una seconda fase di AURA – sottolinea Nicola in conclusione – vorrei costruire un’estensione della piattaforma per la gestione di dati che forniscano trend annuali”.

 

Umbro il 3° posto, assegnato a Fabio Palmi e Michele Castellani con un match tra zone campane a rischio frana con gli istituti scolastici superiori. Tramite l’ausilio di QGis, la selezione proposta ha cercato di rapresentare i punti degli edifici scolastici che insistono in una zona a rischio frana, estraendo, da detta selezione, l’elenco degli istituti stessi. Fabio e Michele lavorano nella PA e ben comprendono come i dati aperti possono essere un’opportunità enorme di gestione e governance del territorio. “Io venivo da altre esperienze in questo settore – ci racconta Fabio – avevo già svolto lavori in Open Data per il Miur, e so che dare informazioni di questo genere può essere una grande opportunità”. Dello stesso avviso Michele, che sottolinea come “gli strumenti di visualizzazione grafica, la scelta dei colori e delle mappe, è fondamentale per raggiungere obiettivi di governance territoriale di lungo periodo”.

 

Per i vincitori, si sta già pensando alla data utile per un tour al Polo tecnologico di San Giovanni a Teduccio. Riconosciuto come uno dei principali interventi di rigenerazione urbana grazie all’intervento integrato di Regione Campania e Unione Europea, il Polo dell’Università di Napoli è un hub internazionale dedicato alle competenze digitali che offre ogni anno percorsi di formazione e aggiornamento per guidare il cambiamento verso l’innovazione digitale.

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